Perché conviene partire da qui

Castelsardo sta più o meno al centro della costa settentrionale della Sardegna, ed è questa la ragione per cui molti dei nostri ospiti scelgono la zona per un soggiorno breve. Da Lu Bagnu si raggiunge Alghero in poco più di un'ora, Sassari in una mezz'ora abbondante, Porto Torres in una ventina di minuti e la costa gallurese in un'ora scarsa. Significa poter dormire sempre nello stesso posto, senza rifare la valigia ogni sera, e usare la casa come base per uscite giornaliere. Tre giorni non bastano per vedere tutto, ma bastano per capire che tipo di isola è questa parte di Sardegna.

Giorno 1: il borgo e l'Anglona

Il primo giorno lo terremmo vicino a casa. Mattinata nel borgo alto di Castelsardo: la salita fra i vicoli, la concattedrale di Sant'Antonio Abate con il campanile rivestito di maioliche, il castello dei Doria con il Museo dell'Intreccio Mediterraneo e la sua terrazza sul golfo. Nel pomeriggio si prende la strada verso l'interno e in dieci minuti si è alla Roccia dell'Elefante, il masso di trachite che custodisce due domus de janas preistoriche, dal 2025 parte del sito UNESCO dedicato alle tradizioni funerarie della Sardegna preistorica. Proseguendo si arriva a Sedini, con la grande roccia scavata e abitata, all'abbazia di Nostra Signora di Tergu e alla chiesa romanica di San Pietro delle Immagini, nella campagna di Bulzi.

Giorno 2: verso ovest, Porto Torres, Stintino e l'Asinara

Il secondo giorno si va verso il fondo del golfo. A Porto Torres, cresciuta sui resti della colonia romana di Turris Libisonis, si visita la basilica di San Gavino, la più grande chiesa romanica dell'isola, con la cripta che custodisce sarcofagi di età romana. Poco fuori città, lungo la statale per Sassari, c'è Monte d'Accoddi: un altare preistorico a terrazza con rampa d'accesso, un unicum nel panorama archeologico sardo, costruito millenni prima dei nuraghi. Si prosegue poi verso Stintino e la punta nord-occidentale. Da Stintino e da Porto Torres partono i collegamenti per il Parco Nazionale dell'Asinara, che si visita via mare, in bicicletta, a piedi o con tour organizzati: è una gita che occupa l'intera giornata, quindi va decisa in anticipo.

Consiglio: se in programma c'è la spiaggia della Pelosa a Stintino, sappiate che l'accesso estivo è contingentato con prenotazione online obbligatoria. Verificate regole, periodo e disponibilità sui canali ufficiali prima di mettervi in macchina.

Giorno 3: Alghero, Capo Caccia e il romanico

Il terzo giorno lo dedichiamo ad Alghero, che conserva un'anima catalana evidente nella lingua locale, nei nomi delle strade e nell'architettura del centro storico racchiuso dai bastioni sul mare. Da lì si prosegue verso il promontorio di Capo Caccia, dentro il parco naturale regionale di Porto Conte, dove si visitano le Grotte di Nettuno: si arriva in barca dal porto oppure a piedi, scendendo l'Escala del Cabirol, una scalinata panoramica di oltre seicento gradini scavata nella falesia, spettacolare ma da valutare con onestà se si hanno ginocchia stanche o bambini piccoli. Chi preferisce l'interno può invece puntare su Sassari e sulla basilica della Santissima Trinità di Saccargia, a Codrongianos, con la facciata a fasce bianche e nere e gli affreschi medievali dell'abside.

Una variante se avete un giorno in più

Se il tempo si allunga, la direzione opposta ripaga. Verso est la costa diventa una fila di spiagge lunghissime fino a Isola Rossa, poi il granito prende il sopravvento e si entra in Gallura, fra Costa Paradiso, Santa Teresa e la penisola di Capo Testa. In alternativa, restando nell'entroterra, la valle del Coghinas e le sorgenti termali di Santa Maria Coghinas offrono un pomeriggio diverso e con poca gente. Le indicazioni che diamo abitualmente agli ospiti sono raccolte nella pagina dintorni, e le aggiorniamo di stagione in stagione in base a quello che ci raccontano al rientro.

Consigli pratici per tre giorni sensati

L'auto è indispensabile: i mezzi pubblici collegano i centri principali ma non le spiagge né i siti archeologici. Fate rifornimento quando potete, perché nell'interno i distributori sono radi. Mettete in conto che le distanze in linea d'aria ingannano: qui si viaggia su strade a due corsie che attraversano i paesi, e mezz'ora sulla mappa diventa spesso quaranta minuti reali. Chi arriva in aereo atterra ad Alghero o a Olbia, chi arriva in nave sbarca a Porto Torres, a un passo da noi: i dettagli su come raggiungerci sono nella pagina dedicata. Noi, come sempre, siamo qui per aiutarvi a incastrare le giornate senza correre.

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